Guardarsi intorno
- Letizia Stagno
- 22 mag 2013
- Tempo di lettura: 1 min
I loro occhi ci guardano, a volte diretti, molto più spesso solo apparentemente distratti. In realtà i cavalli ci percepiscono con ogni fibra del loro essere come percepiscono finemente tutto ciò che li circonda.

Immancabilmente, stare vicino a loro ispira tante riflessioni. Con loro, al pascolo, oggi pensavo che siamo così abituati a scomporre tutto, ad etichettarlo, attribuendo ad ogni cosa un ruolo, una funzione. Percepiamo così anche il nostro corpo, sacrificando sull’altare della razionalità quell’alchimia che va oltre le singole parti, i singoli organi. Dividiamo corpo e anima, pensieri ed emozioni, cause ed effetti, azioni e reazioni, perdendo la consapevolezza dell’uno e lasciando che ogni stimolo che ci arriva ci distragga dalla globalità.

Oggi, per un po’, ho provato a “guardarmi” intorno come loro, con ogni fibra del mio essere.
E’ un esercizio che va un po’ oltre il mettersi in ascolto attraverso i sensi. E’ qualcosa di più globale, che non si incasella nelle esperienze percettive comuni e che restituisce una realtà interessante e atipica.
Una realtà che è li, esattamente dove era prima che la cogliessimo, intorno a noi, dentro di noi, e che può sorprenderci se la facciamo risuonare con le corde della consapevolezza.
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