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Capre e....cavalli!

Non piove da 3 gg e finalmente oggi io e Aisha usciamo per una passeggiata zooantropologica sulle colline intorno ad EquIncontro Natura.

Camminiamo fianco a fianco lungo una stradina in salita che porta su al bosco. Dopo settimane e settimane di pioggia i piedi scalzi di Aisha si sono ammorbiditi e camminare di nuovo sul duro, lontano dal fango, se da una parte è un sollievo, dall’altra, causa qualche piccolo disagio. La cavalla infatti stenta un po’ a percorrere i sentieri sassosi e si tuffa a più riprese nell’erba che ormai cresce rigogliosa a bordo strada. Ma non abbiamo fretta, anzi! La lascio indugiare sui ciuffi verde intenso e mi perdo nell’osservazione di tutto quello che ci circonda.


Ogni esperienza è una occasione irripetibile di crescita e ogni momento di difficoltà superata insieme offre una opportunità ineguagliabile di cementare la relazione e renderla più profonda


Il sentiero costeggia alcune abitazioni e da dietro i cancelli i cani abbaiano furiosamente alla sfrontata indifferenza di Aisha che non solo li ignora ma a volte si avvicina a brucare proprio sotto i loro nasi!

Un piccolo meticcio simil beagle non resiste a tale affronto. Esce da sotto un cancello e continua la sua sfuriata a contatto ravvicinato. Per un attimo tremo, visto che il canetto azzanna praticamente i ciuffi di peli sui pastorali di Aisha e già lo vedo in orbita colto in pieno da una doppietta. Ma lei lo snobba completamente, continuando a pascolare e a camminare come se nulla fosse. Divorato dalla frustrazione il cane ci abbandona e proseguiamo il nostro viaggio.


Fortunatamente, non tutti i cani della zona sono così poco amichevoli! In cima alla salita, prima di entrare nel bosco incontriamo 2 simpatici cagnolini bianco-neri. Dopo le prime esitazioni diventano i nostri compagni di viaggio!

Sfrecciano avanti ed indietro superandoci ed aspettandoci. Spariscono salendo a tratti sui prati sopraelevati che costeggiano il sentiero per poi ricomparire qualche decina di metri più avanti. Chiunque ci incontrasse ci potrebbe sicuramente descrivere come una squadra di amici di vecchia data, abituati a frequenti passeggiate insieme. In realtà questa nostra compagnia occasionale prosegue nel bosco senza incontrare altri umani e io mi godo l’avventura “interspecifica” con allegria e spensieratezza!



Fa caldo e lungo il sentiero i primi fiori fanno capolino. Raggiungiamo una fonte dalla quale normalmente gocciola pochissima acqua. Un bel getto zampilla allegro, sgorgando anche da una fontanella secondaria di solito secca. Eh si , di acqua ne ha fatta davvero tanta! Ci fermiamo un po’ presso la fonte e poi proseguiamo tutti e 4 sul sentiero.

Improvvisamente una trentina di metri davanti a noi, da dietro una curva, ecco sbucare una ventina di teste cornute. E’ un gregge di capre! Il vento, a loro favorevole, ha impedito a cani e cavallo di accorgersi della loro presenza, portando lontano anche il tintinnio dei loro campanacci. Aisha diventa di pietra. Orecchie dritte, sguardo fisso, narici dilatate alla ricerca di informazioni. I canetti anche si bloccano. Sembrano imbalsamati! Io mi fermo e in un battibaleno la mente vola ad un lontano giorno di una decina di anni fa...


Aisha era una puledra e in una passeggiata nel bosco con altri cavalli e cavalieri, arrivati in una radura stretta ed infossata, circondata da alti alberi e tappezzata da felci altissime ci si presentò uno spettacolo terrificante! Facemmo appena in tempo a smontare tutti da cavallo, quando le felci si animarono ed in un frastuono di campanacci e belati, in un turbinio di corna e corpi, un gregge di capre fece irruzione nella radura. All’inizio anche per noi fu difficile capire cosa stesse succedendo! Ricordo ancora il terrore negli occhi di Aisha, tutti i suoi sensi allertati nel disperato tentativo di capire cosa diavolo fosse quello che le si presentava davanti. I suoi muscoli erano tesi e le sue gambe, proprio non riuscivano a fermarsi, combattuta dall’istinto di catapultarsi più lontano possibile da li e il desiderio di rimanere vicino al resto dei cavalli, tutti imbizzarriti ma per nostra fortuna persi nella sua stessa indecisione! Alla fine, in qualche modo, tra impennate, nasi sbuffanti come locomotive, in un parapiglia generale riuscimmo a venirne fuori incolumi!



Tutto ciò mi torna in mente in una frazione di secondo e mi trovo a decidere cosa fare. Istintivamente penso di evitare il contatto. In fondo si è fatto tardi, mi dico e già mi vedo a rincorrere Aisha in fuga nel bosco mentre mio figlio sta per uscire da scuola…..Beh, di scuse ne avrei. Ma il pensiero seducente dura molto poco e abbandono quasi immediatamente questa comoda via di fuga.



Ogni esperienza è una occasione irripetibile di crescita e ogni momento di difficoltà superata insieme offre una opportunità ineguagliabile di cementare la relazione e renderla più profonda. Succede tra esseri umani ed è esattamente la stessa cosa tra persone ed animali.

Mi faccio risoluta e comincio ad avanzare verso le capre che nel frattempo si sono immobilizzate come se fossero in un acquarello di un paesaggio agreste. Al nostro incedere, il gregge fa dietrofront in una precipitosa ritirata! I 2 canetti ci precedono e sembra proprio che si sentano gli eroi che hanno messo in fuga il nemico! Aisha avanza attenta ma calma. Le capre spariscono dietro la curva e quando raggiungiamo quel punto le vediamo raggruppate in un campo al di la di una recinzione.


Passano lunghi istanti in cui ci scrutiamo tutti a vicenda. Poi Aisha si rilassa, io anche, i cani si distraggono e le capre si muovono di nuovo nella direzione in cui stavano andando quando le abbiamo interrotte. Escono dal prato qualche decina di metri davanti a noi, arrivano alla sorgente e si arrampicano su un pascolo che costeggia la strada. Noi le seguiamo da poco distante, fino a quando scompaiono sul pascolo sopraelevato e per un attimo ho la sensazione di essere il loro pastore! Certo, questa volta l’incontro si è svolto in maniera mooolto più incruenta di quello avvenuto tanti anni fa ma a pensarci bene, se fossi tornata indietro non lo avrei mai vissuto! Io e Aisha ci siamo fidate e affidate a vicenda e la situazione ci ha premiato!


E’ ora di tornare e proseguiamo verso casa. I canetti ci abbandonano nel punto esatto in cui si erano uniti a noi e io ed Aisha continuiamo sole. Improvvisamente, in un prato recintato vicino la strada vediamo 2 cavalli che pascolano in lontananza.

All’andata non li avevamo notati. Si accorgono di noi e arrivano ad un galoppo precipitoso, inchiodando al di là della rete. Sono un castrone ed un maschio intero. Il primo rimane in disparte, l’altro si avventa verso Aisha che risponde accennando impennate, rampate e gridolini da “prima donna”.

La fino ad allora pigra, indolente e letargica Aisha, cambia improvvisamente. Ora si scorda dei suoi 14 anni ed è una puledra viva e focosa!!! Dopo qualche minuto di ritualizzazioni reciproche, mi vedo costretta ad interrompere l’ idillio, si è fatto veramente tardi. Gradualmente, ci allontaniamo e Aisha si gira in continuazione verso il suo spasimante. Mi rendo conto di essere “l’umano di troppo” ma ahimè questo è il mio ruolo al momento.


La mia amica con la criniera percorre tutta la strada verso casa completamente trasformata da quell’incontro. Gli stessi cani dietro i cancelli che prima non le procuravano la benché minima reazione, diventano ora il pretesto per scarti, impennate e rallegrate. Sorrido e mi elettrizzo alla sua energia. Poco prima di rientrare nel nostro pascolo, un signore mi osserva mentre passo davanti al suo cancello, mi sorride con una espressione un po’ canzonatoria e mi chiede “porta a spasso il cavallo?” Lo guardo raggiante e gli rispondo “Esatto!”

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